Il Mese della Memoria di Giona: ricordare, dire, testimoniare

Data di pubblicazione: Martedì, 5 Marzo, 2019 - 17:16

Il 28 gennaio si è concluso a Noha il percorso di Giona sulla Shoah, dedicato ai ragazzi delle classi quinte e della scuola secondaria di primo grado.

Un atrio, efficacemente connotato, ha accolto coloro (pochi in verità!) che hanno risposto all’invito dei ragazzi a riflettere insieme: grandi foto sospese, segno del lavoro delle mani, e postazioni attrezzate e presidiate dagli stessi ragazzi che, con chiarezza, hanno raccontato la loro esperienza agli ospiti.

Ecco allora l’angolo dedicato alle farfalle da realizzare con la carta, per ricordare i tanti sogni dei tanti bambini dei tanti olocausti, e l’angolo dedicato all’enormità del numero delle vittime, visualizzato attraverso la reiterazione del numero 13.000.000 e gli innumerevoli fogli completamente ricoperti da piccoli triangoli, uno ogni 1000 persone: mille persone, con le loro scelte e la loro vita, strette in un piccolo segno!…  e ancora i triangoli, simbolo tristemente noto dell’olocausto, da stampare sui rami e sul tronco di un grande albero tracciato sul muro.

E per finire, il nostro muro che, lungi dal demarcare separazioni, diventa una grande pagina su cui lasciare traccia di sé, dire il proprio pensiero, fare atto di testimonianza.

In uno spazio così denso di emozioni e pensieri non potevano mancare i libri della nostra biblioteca: da Anna Frank a Etty Hillesum, dall’albero di Anne a Bruno Schulz… fino ai libri che nel corso degli anni i ragazzi hanno costruito durante i percorsi dedicati al ricordo.

Sì, è questo il senso del Mese della Memoria per la nostra scuola, non evento circoscritto nello spazio di una serata, né vetrina di elaborati più o meno autentici, ma tappa di un unico viaggio che consentirà ai nostri ragazzi di crescere nel pensiero e nei sentimenti, per diventare adulti migliori di noi, persone che danno e chiedono rispetto, cittadini consapevoli di questo nostro mondo.

Grazie ragazzi, grazie di cuore, e grazie, maestra Antonella, per aver dimostrato con i fatti che il nostro modo di fare scuola è efficace e lascia il segno e ancora, nonostante tutto, ci emoziona e ci appassiona!